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mercoledì 19 settembre 2012

Tarquinia

Tarquinia, a 90 km da Roma in provincia di Viterbo, facilmente raggiungibile in treno ma molto più comoda da girare in macchina, è conosciuta ai più come uno dei famosi e importanti insediamenti etruschi.
Anticamente chiamata "Corneto", nome derivante dal corniolo, nonchè simbolo dello stemma cittadino, Tarquinia è una cittadina arroccata e piena di storia. 
Purtroppo non ho avuto modo di poterla visitare tutta, 
poiché i luoghi degni di nota erano chiusi ma con ciò, non mi sono fatta mancare la Chiesa sconsacrata di Santa Maria in Castello, affiancata dalla torre ( la quale veniva dimezzata in grandezza a seconda del potere del sovrano, piccolo aneddoto docet) . 
Un luogo suggestivo come le panoramiche che si affacciavano ogni tanto dalle balconate.
Fantastica l'arguzia nello sventare gli attacchi nemici con la costruzione di due porte d'entrata, le quali, riempito accuratamente lo spazio di stupida gente armata, venivano serrate per poi far partire un massacro al gusto di frecce e olio bollente. 

Ma, se proprio dovessi dire dove tornerei senza pensarci due volte, è l'Acropoli

Silenzio, pace e, per i maniaci della tecnologia, dotata anche di una discreta copertura di rete.
Oltretutto le mie papille gustative furono stuzzicate dalla notizia che lì vi sono i funghi Ferlenghi, piuttosto prelibati e, a parer di chi li ha mangiati, molto buoni (questa specialità di funghi è possibili trovarla solo in due località italiane, una delle quali appunto Tarquinia. ). 


Santa Maria in Castello















L'Acropoli




lunedì 9 luglio 2012

Le 3 facciate della Sagrada Familia



La SAGRADA FAMILIA, opera incompiuta dell'artista Antoni Gaudì, è la giusta miscela di stili architettonici differenti. 

Nata da un progetto iniziale neogotico, affidato a Francisco de Paula del Villar y Lozano, nel 1883 il lavoro fu affidato a Gaudì, il quale rispettò l'idea originaria apportandovi delle modifiche man mano che la costruzione procedeva.
Così nacquero, lungo la facciata della Natività e della Passione, le quattro torri dal sapore fantastico che ricordano dei castelli di sabbia.
La mancanza di un progetto ben definito su carta provocò uno stallo dei lavori dopo la morte improvvisa dell'architetto.



La Sagrada Familia è ancora un cantiere a cielo aperto ma che non nasconde la sua bellezza dietro alle gru.
Con le sue innumerevoli allegorie e simbolismi mistici è il manifesto della cristianità. 
Le sue 18 guglie rappresentanti in ordine ascendente i 12 apostoli, i 4 evangelisti ( il cima alle quali vi sono i simboli di ognuno), la Madonna e Gesù
Importanti anche le 3 facciate (la Facciata della Natività, della Passione e della Gloria, non ancora realizzata. ), progettate per raccontare la storia della cristianità, come se fossero pagine di un libro da sfogliare con gli occhi.











Dettaglio della Facciata della Natalità sulla rappresentazione della "Coronazione di Maria" sul Portale della Carità
La scena rappresentata sembra in contrasto con il senso generale della facciata, ovvero eloggiare la nascita di Gesù. 
Il dubbio si dissipa con il fatto che Maria fosse stata concepita senza peccato fin dal principio e quindi meritevole di essere la Regina dei Cieli.
Al di sopra di questa composizione si innalza l'albero della vita rappresentazione del Corpo di Cristo che ascende al cielo.





















La facciata della Passione, opera del controverso Josep Subirachs , rappresenta con simbolismi la Passione di Cristo. Particolare il quadrato magico , all'interno del quale le combinazioni di numeri, sia verticalmente che orizzontalmente, ottengono il numero 33; anche se non possiamo propriamente parlare di quadrato magico, poichè mancano i numeri 12 e 16 sostituiti dalla ripetizione del 10 e il 14

Fra le ipotesi per scovare la motivazione di tale ripetizione, spicca quella che vedrebbe la loro somma corrispondere alla parola INRI Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum ).
10+10+14+14= 48 , il quale è anche somma di 9 (I) + 13 (N)+ 17 (R)+ 9 (I) ...un pò fantasiosa e forzata a mio parere. Ma con i numeri è sempre divertente giocare e trovare combinazioni.















Dettaglio, dal basso verso l'alto, della "Veronica" e 
della "Crocifissione"











Dettaglio della "Morte di Gesù" e dei suo trasporto nella cripta.






Ed ecco, giusto per rabbrividire un pò, l'ultima facciata!
 




















domenica 8 luglio 2012

Los colores de Barcelona!




Il mio ultimo viaggio risale ad un mesetto fa: Barcellona!
Era la prima volta che la visitavo ma non vi nascondo il mio scarso entusiasmo all'idea di toglierla dalla mia lista. Probabilmente era per la delusione avuta da Madrid, fatto stà che, al mio ritorno, le sensazioni furono le stesse del ritorno dalla capitale spagnola.
Una bella e particolare città, senza ombra di dubbio, ma che non mi ha lasciato così forti e tangibili emozioni da smaniare per tornarci.
Ovviamente non mi sono fatta mancare qualche scatto lungo la Rambla, il porto, la Sagrada Familia e il Parque Guel!






IL MERCATO BOQUIERA DI BARCELLONA

Lungo la Rambla, a metà percorso sulla destra se la vostra direzione è verso il porto, troverete l'entrata del mercato rionale di Barcellona. 
Un vasto spazio coperto vi invaderà con la sua esplosione di colori, sfumature e profumi di enormi varietà di frutta, dolci, spezie e cibi.








IL PORTO



Dopo atletici svicolamenti dai procacciatori dei ristoranti sulla Rambla, finalmente arrivai al porto













venerdì 20 aprile 2012

La Casina delle Civette



All'interno di Villa Torlonia sorge questa struttura, a dir poco caratteristica, conosciuta come la 
"CASINA DELLE CIVETTE".
Come la maggior parte delle costruzioni site in questa Villa, essa fu spesso rimaneggiata per assumere, infine, questo aspetto.

Visuale dal cancello di entrata
Lungo il perimetro destro
Fiancata destra dall'entrata




 Inizialmente si presentava come una costruzione rustica con un rivestimento bugnato (una lavorazione muraria che consiste in blocchi di pietra sovrapposti e disposti in file sfalsate) di tufo. 
Questo risalente al 1840 con l'idea di Giuseppe Jappelli su incarico di Alessandro Torlonia. Assume il nome di "Casina Svizzera".

Nel 1908 il nipote di Alessandro la trasformò nel Villaggio Medievale, apportandovi l'aggiunta di torrette con maioliche, porticati, loggette, e vetrate colorate.
Sono proprio quest'ultime a designare il nuovo e definitivo nome di "Casina delle Civette", con le raffigurazioni di civette stilizzate nei disegni di edera realizzati da Duilio Cambellotti  e il successivo inserimento di rappresentazioni di civette sparse per tutta la casina.







Contrapposizioni