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sabato 7 gennaio 2012

Tivoli - Villa D'Este

Veduta dalla Fontana di Nettuno


In quel dì di Ottobre andai per la prima volta a Villa d'Este.
Situata a Tivoli, località sopra Roma, è un capolavoro del Rinascimento italiano annoverata nella lista dei patrimoni dell'UNESCO.


L'entrata
Per raggiungere i Giardini




La Villa fu voluta dal cardinale Ippolito II d'Este, figlio di Alfonso I e Lucrezia Borgia.
Nel 1550 Papa Giulio III, per ringraziarlo del suo fondante contributo per la propria elezione, lo nominò governatore a vita di Tivoli e del suo territorio. Quando però il cardinale arrivò, incappò in una brutta sorpresa: la residenza non era altro che un vecchio monastero benedettino gestito da francescani. Così Ippolito decise di incaricare Pirro Ligorio della trasformazione del monastero in villa, al fine di fungere da piacevole luogo di incontro.
Nel 1572 vi fu l'inaugurazione, alla quale il cardinale fece appena in tempo ad assistere.
La Villa, come si presenta ora, è spettacolare con i suoi giochi d'acqua, quiete e continuo ed incessante verde in ogni angolo.




Le peschiere


La Fontana di Pegaso
Al centro di una piccola vasca di forma circolare, una grande roccia funge da piedistallo al trionfante Pegaso, nato in seguito alla decapitazione di Medusa. 
Ha una posizione tale da sembrare che sia pronto, con le due ali spiegate, a spiccare il volo dopo essersi abbeverato alla fonte Ippocrene, sacra alle muse;  fonte che egli stesso creò sbattendo lo zoccolo sul terreno del monte Elicona.



Le cento Fontane, la Fontana dell'Ovato e la Rometta
Anticamente, nella fontana dell'Ovato, confluiva l'acqua del fiume Aniene tramite un canale.
Il suo nome deriva dalla particolare forma ad esedra semicircolare con al centro la grande vasca nella quale cadono le acque.
Al centro vi è la Sibilla Tiburtina con imbraccio il piccolo Melicerte, figlio della ninfa Ino, il tutto a simboleggiare il fiume Albuneo. 
Ai due lati possiamo trovare due statue di divinità fluviali raffiguranti gli altri due affluenti dell'aureo Tevere.
Ma è proprio la balaustra centrale a dare quel pizzico di particolarità, originando una cascata a cupola, al di sotto della quale, con un passaggio ricco di archi, è possibile passarvi dietro (purtroppo è chiuso al pubblico).



Dalla Fontana dell'Ovato verso le cento fontane
Aria di Ottobre


Vasca della Fontana dell'Ovato


Le cento fontane, invece, sono collocate su un viale lungo, ovviamente, cento metri, che collega la Fontata dell'Ovato con la Rometta. 
I tre piccoli corsi d'acqua che si formano paralleli a diverse altezze, determinate dall'alimentazione degli zampilli, rappresentano il fiume Albuneo, Aniene e Ercolaneo, ovvero i tre affluenti del Tevere ( quest'ultimo simbolicamente rappresentato dalla Rometta), tutti generati dai monti Tiburtini ( determinati in maniera allegorica dalla fontana dell'Ovato).
Gli zampilli sgorgano da mascheroni dalle forme animalesche e antropomorfe.


Infine la Rometta è un complesso di statue e fontane volte a rappresentare la grandezza di Roma. 
Al centro del corso d'acqua, il Tevere, sorge una nave romana a raffigurare l'Isola Tiberina, il luogo in cui vide la luce il primo nucleo di "civiltà" romana. L'isola, essendo sede di ospedali, portò lo scultore ad aggiungere il particolare di un serpente sotto il ponticello, simbolo del dio della medicina Esculapio.
Al centro della fontana vi è la statua di Roma trionfante, armata di elmo, corazza e lancia, posizionata dietro al complesso scultoreo della Lupa che allatta Romolo e Remo.


Visuale della Rometta dall'alto
Roma, la lupa, Romolo e Remo
La nave
Verso la balconata della Rometta


La Fontana di Nettuno
E ora arriva finalmente la ciliegina sulla torta: la fontana di Nettuno, la più imponente e scenografica dell'intera Villa. La bellezza di questa fontana sembra aver condizionato i modelli di molte fontane settecentesche, fra qui alcune della Reggia di Caserta.
La fontana si sviluppa in una composizione ben bilanciata di zampilli, che parte lentamente dalla base e va sempre più ad intensificarsi nella parte superiore, esplodendo infine verso il cielo.
La parte più alta è formata dalla balaustra della fontana dell'Organo, denominata così per il fragore provocato dai tre ninfei intercomunicanti e sottostanti alla fontana.
Ai lati della balconata vi sono due piccoli terrazzi che affacciano sugli zampilli più alti: allungando poco la mano è possibile toccare l'acqua.
La Fontana di Nettuno affaccia su tre grandi peschiere, originariamente create per l'allevamento di pesci d'acqua dolce e di conseguenza per dilettare con la pesca chi soggiornava nella villa.
Infatti, nei loro pressi, vi erano lussuosi chioschi finalizzati al riposo e alla custodia delle attrezzature da pesca.


La fontana di Nettuno e dell'Organo



Le peschiere

Il parco vicino la fontana
La fontana delle Mete